MEZZOGIORNO DI FUOCO..
Il sole alto, forte batteva con non mai in questo strano febbraio, il mio passo era certo ma non completamente fermo e convinto come le altre volte.
Il sole sempre lui, irradiava befferdo la mia faccia, quasi volesse coccolarmi, tranquillizzarmi, voleva ma la tenzione saliva man mano che i minuti passavano.
La tensione cresce e con essa anche il mio istrionismo, non farò scorgere certo al mio nemico le mie debolezze, sentii il bisogno di allegerirmi dei miei abiti, la salivazione diventa sempre più rara.
Eccolo, lo vedo, è lui il mio nemico, sebbene non in ottima forma sicuro e rilassato come se dovesse fare una gita in barca.
Non mi vede o fa finta di nn vedermi, è altezzoso, come se tutto gli fosse dovuto.
Il momento si avvicina.
Che faccio?
Posso scappare, sono venuto fin qui, non vale la pena e poi è da codardi.
Ma chi se ne frega, scappo.
Anzi no resto, ci sto pensando.
Mi chiama.Entro.
Un grande stanzone asettico, neutro, quasi come il suo viso, solo una costanza, il sole, entrava prepotentemente da pertutto, non era più benevolo, caldo nell'emanazione ma freddo nel colore.
Lui mi guarda, io perdo tutta la mia aplombe, lui è fermo, gli occhi piccoli e scaltri.
Mi parli di Barry Lindon?
Meno male lo so, comincio a parlargliene..
Il resto è storia, un gioco, io riprendo possesso delle mie capacità di autocontrollo e sebbene sapessi poco glielo dico veramente bene.
Esco fuori con un 23, rapportato alla quantità del mio studio è un successone, lo saluto beffardo in viso.
Lui mi fissa, mi guarda e mi dice alla prossima, spero a breve, certo a breve, gli rispondo.
Mi fissa ancora, è strano, come se volesse dirmi qualcosa.
Esita e poi firma.Ma il suo sguardo è strano...
The End